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Estetica

Sappi – disse ieri lasciandomi qualcuno – sappilo che non finisce qui, di momento in momento credici a quell’altra vita, di costa in costa aspettala e verrà come di là dal valico un ritorno d’estate. Vittorio Sereni, Autostrada della Cisa   Come si celebra un maestro che ha costruito la sua >…

In questo Focus pubblichiamo la seconda parte del materiale del workshop Comunismo del sensibile di C17 – La conferenza di Roma sul comunismo (18 – 22 gennaio 2017). Se la prima parte, pubblicata qui il 25 aprile, era dedicata soprattutto all’intellettuale e alle sue trasformazioni, qui ci occupiamo della produzione >…

Spettatori e spettatrici emancipati Sono uomini e donne che riescono a imparare, decidere e guardare il mondo, a esserne incuriositi, assumendo rispetto alla vita un atteggiamento ironico, giocoso e inventivo. Gli spettatori emancipati sono capaci di lavorare per vivere e di mantenersi vivi lavorando, perché coltivano allo stesso tempo passioni >…

In queste settimane stiamo pubblicando le immagini di alcune azioni e mostre pubbliche collettive, la serie N.d.R., gli Avvisi alle popolazioni, le copertine della rivista Aut.Trib.17139, e in particolare alcune opere di Carmelo Romeo e Luciano Trina, che a quelle iniziative parteciparono o che organizzarono direttamente. Protagonisti di un percorso >…

1. Una poetica del comune  Nella prefazione all’edizione italiana del Manifesto del partito comunista del 1893 Engels scrive: «Il chiudersi del medioevo feudale, l’aprirsi dell’era capitalista moderna sono contrassegnati da una figura gigantesca: quella di un italiano, Dante, al tempo stesso l’ultimo poeta del medioevo e il primo poeta moderno. >…

Un mondo «comune» non è mai semplicemente l’ethos, la dimora comune, risultante dalla sedimentazione di un certo numero di atti interconnessi. È sempre una distribuzione conflittuale dei modi d’essere e delle «occupazioni» all’interno di uno spazio dei possibili Con «fabbrica del sensibile» possiamo intendere anzitutto la costituzione di un mondo >…

Quello che chiamo Neorealismo visivo non è una scuola, né una intenzione estetico-teorica predeterminata che si declina in una pratica. Non ha un manifesto pubblicato su un quotidiano francese, né un fondatore. Non ha una data d’inizio. Si tratta piuttosto di un fenomeno da ricostruire, di una cognizione che parte >…

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