Marco Scotini

Direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea e direttore del Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA, Milano. È responsabile del programma espositivo del PAV di Torino e, in qualità di curatore, ha collaborato con numerose istituzioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, Biennale di Praga, Van Abbemuseum, Reina Sofia, SALT, Castello di Rivoli e MIT. La sua mostra più nota Disobedience Archive è stata presentata in spazi museali ed espositivi internazionali tra il 2005 e il 2015. Fondatore della rivista No Order: Art in a Post-Fordist Society pubblicata da Archive Books Berlino, i suoi saggi sono apparsi in numerose riviste di settore italiane e internazionali, tra cui: Moscow Art Magazine, Springerin, Flash Art, Domus, Manifesta Journal, Kaleidoscope, Brumaria, Chto Delat?/What is to be done?, Open!, South as a State of Mind, Arte e Critica, Millepiani, alfabeta2. Ha pubblicato Politiche della memoria. Documentario e archivio (DeriveApprodi 2014) e Artecrazia. Macchine espositive e governo dei pubblici (DeriveApprodi, Roma 2016). Di prossima uscita Politiques de la végétation. Pratiques artistiques, stratégies communautaires, agroécologie (Eterotopia France, Parigi).

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Articoli

L’industria Biennale Come è possibile affermare ancora domini separati là dove l’economia dell’informazione produce una coincidenza immediata tra struttura e sovrastruttura, tra lavoro e società, tra industria e creatività  L’identificazione, se ancora fosse possibile, di una «esteriorità» sociologica dell’arte ai rapporti capitalistici di produzione potrebbe riabilitare una categoria modernista qual >…

Marco Scotini: Ancora oggi l’idea di modernità (tanto politica che artistica) è soltanto quella occidentale. E nella sua affermazione (penso soprattutto all’arte americana della fine degli anni Quaranta) si è avvalsa della contrapposizione al Realismo socialista del Blocco sovietico. Se però guardiamo all’arte della Jugoslavia ci imbattiamo in una sorta >…

Marco Scotini: Sei emerso come uno dei maggiori rappresentanti della generazione degli anni ’60 della scuola di Belgrado. A quel tempo hai dato prove importanti come pittore astrattista tanto da meritare il premio della Biennale di São Paulo (1963) e l’invito a documenta 3 (1964). Poi sei passato all’arte concettuale. >…

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