Lucia Marcucci

Lucia Marcucci è tra i principali esponenti della Poesia Visiva in Italia. Nata a Firenze nel 1933, Marcucci frequenta per qualche tempo l’Accademia di Belle Arti ma la abbandona presto per trasferirsi a Livorno, città del marito, dove inizia a collaborare con il piccolo teatro d’avanguardia Il Grattacielo come aiuto-regista, creatrice di manifesti, allestimenti e maschere di scena. È lei a invitare, nel 1963, gli esponenti del Gruppo 70 – fondato in quell’anno da Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti e Antonio Bueno in occasione del convegno “Arte e comunicazione” al Forte Belvedere – per la messa in scena di una performance, il germe di Poesie e no, che viene riproposta nel teatro in forma completa l’anno successivo dopo la prima presentazione al Gabinetto Viesseux. Nel 1965 si ristabilisce a Firenze, dove trova lavoro come insegnante in un liceo ed entra a far parte ufficialmente del Gruppo 70, che coinvolge pittori, poeti e musicisti. Il gruppo si contraddistingue per la vocazione all’interdisciplinarità, la sperimentazione e le ricerche verbo-visive volte a indagare le possibilità di rapporto tra cultura e comunicazione di massa.

Con il gruppo, l’artista partecipa a numerosi progetti espositivi, dibattiti, performance, festival e convegni nazionali e internazionali come le numerose rappresentazioni di Poesie e no – tra cui va ricordata quella alla Libreria Feltrinelli a Firenze – o il III Festival del Gruppo 70 alla Galleria Vigna Nuova e alla Galleria Numero, sempre a Firenze, o Poesia Visiva alla Galleria-Libreria Guida di Napoli. In Poesie e no 3 Marcucci è coinvolta direttamente come sceneggiatrice e come interprete. Sempre nel 1965, l’artista entra in possesso delle pizze di vecchi film non più in circolazione e decide di utilizzare le pellicole in 16 mm montandole come un collage e creando, con il coinvolgimento di Bueno, Miccini e Pignotti, la cinepoesia Volerà nel ‘70, a cui seguiranno Pugni, pistole e baci (1966), Cavalcate (1966) e Cinepoesia (1967).

Lucia Marcucci, Love, 1972, tela emulsionata, cm 86x125
Lucia Marcucci, Love, 1972, tela emulsionata, cm 86×125

Alla fine del 1968, dopo lo scioglimento per dissidi interni del Gruppo 70, Marcucci partecipa alle attività e alla rivista del centro Tèchne fondati da Miccini, e al Gruppo Internazionale di Poesia Visiva (detto anche Gruppo dei Nove), formatosi nel 1971 attorno alla rivista «Lotta poetica» ideata da Paul de Vree e Sarenco, gruppo che tuttavia si divide due anni più tardi. Gli anni Settanta si aprono con le prime mostre personali a Firenze allo Studio Inquadrature 33, a Brescia all’Archivio Denza e allo Studio Brescia, a Venezia alla Galleria Il Canale.

La sua ricerca recente è dedicata all’analisi dei meccanismi della comunicazione nel nuovo scenario creato dalla rivoluzione digitale: nelle poesie visive del ciclo Digital Poems, Marcucci crea collage composti da materiale selezionato dalla rivista «Wired», che vengono digitalizzati e stampati su tele di PVC o lastre per light boxes. Vive e lavora a Firenze.

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