L’incompiuta

Che cos'è un'OperaViva?

Claire Fontaine - This neos sing was made by... Nino Gabrielli (2009). Courtesy of the artist and T293.
Claire Fontaine, This neos sing was made by... Nino Gabrielli (2009).

Quella che non soggiace alle regole del mercato, non per motivi ideologici o per moralismi punitivi, ma perché ad esser classificata come merce, manufatto con un inizio e una fine, oggetto indefinitamente spostabile, si sente appiattita e amputata.

Quella che non soggiace alle lusinghe del museo, non per pregiudizi antagonisti, ma perché ad essere classificata come capolavoro, prodotto di un autore individuale, oggetto di contemplazione e testimone esemplare di uno stile o di una teoria, si sente imbalsamata e costretta ad un senso dato una volta per sempre.

Quella che accetta la possibilità che il suo essere stata realizzata per una certa occasione o una certa mostra sia solo apparente, poiché è disposta a che altri trovino il suo significato, il suo luogo e il suo pubblico, anni dopo, in tutt’altro contesto.

Quella che accetta la possibilità di muoversi, nella cronologia di un artista, in modo spiraliforme e ricorsivo e di stabilire relazioni con le altre sorelle attraverso pieghe, legami e ponti simili a quelli che definiscono forma e funzione delle molecole più complesse; così facendo, potrà contribuire a dare valore alle precedenti, tanto quanto profetizzare il valore delle successive.

Quella che è disposta a considerare la propria stessa bellezza come uno strumento o un passaggio, invece che un fine o una fine.

Quella che va fiera del suo essere difficile da definire o collocare nello spazio e nel tempo, non per snobismo intellettualistico, ma per una speciale forma di affetto – tropismo, adesività, reticolarità… – che ella sente nei confronti del mondo, di tutto il possibile che riesce ad arricchire di senso, potenza evocativa, balzi associativi, intensità emotiva.

L’operaviva è appiccicosa, si porta appresso filamenti e collegamenti con oggetti, persone, stati d’animo e relazioni; a ben guardare, è solo la pigrizia mentale dell’osservatore a farla sembrare finita in qualche posto e in qualche modo. L’operaviva, una volta che entri, con un affetto simile al suo, nel suo spazio espositivo, non te la stacchi facilmente di dosso.

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