Il lavoro dello zodiaco

Per segno, il destino del non lavoro

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Avviso alle popolazioni - Immaginazione è improbabile (1979).

Ariete

Quella del rifiuto del lavoro è una teoria interessante che solletica lo spirito di provocazione bonaria del primo segno. Nei fatti, un Ariete difficilmente può essere un animale soddisfatto trovandosi a dover svolgere una mansione. Pecora speciale, non potrà mai affezionarsi alla mansione anche quando questa consista nel prendere qualcosa a testate. Lavoro o non lavoro non fa poi grande differenza se è possibile competere e, nel caso dell’Ariete, vincere.

Toro 

Esiste il lavoro in natura? Se la domanda viene rivolta a un Toro la risposta è no. La sua posizione preferita è sdraiato, possibilmente sul morbido. Certo il Toro al lavoro è una creatura metodica e instancabile e il segno condivide il primato di resistenza con il cugino Capricorno. Alla scalata tipica della capra di montagna il Toro preferisce la concentrazione del ruminare. Con i suoi 4 stomaci può convincervi anche in posizione supina che l’attività digestiva è lavoro bello e buono.

Gemelli 

Il non lavoro: cos’è? E del resto anche il lavoro: cos’è? Il rifiuto del lavoro è un’idea che tiene le rotelle della mente del Gemelli in movimento perpetuo. Il Gemelli di solito si trova un lavoro di concetto che gli consente di proseguire nell’orario d’ufficio il suo flusso frenetico di connessioni neuronali. Si coglie di sorpresa da solo mentre è impegnato a fare collegamenti: incontra la noia, una forma di solitudine che gli si presenta con varie manifestazioni e che gli ferma l’ingranaggio. Quando riesce a farci amicizia capisce l’utilità inestimabile del non lavoro.

Cancro 

Il lavoro c’è ma non si vede. Il Cancro lavora con costanza e competenza ma non ne va fiero. Le cose importanti sono la cura, la gestione degli affetti, le parentele biologiche e non. Queste categorie vanno oltre l’idea del lavoro e la contengono. In questo senso il rifiuto del lavoro per il Cancro si carica di più o meno laceranti sensi di colpa. Il Cancro che riesce a liberarsi dai meccanismi di autoflagellazione è quello che non-lavora meglio nello zodiaco. La sua famiglia allargata e in particolare il partner lo ricambia con la tanto desiderata devozione assoluta.

Leone 

Un Leone autentico passerebbe le giornate a guardare documentari scientifici sulla vita dei Leoni, da cui si evince chiaramente che i Leoni non lavorano. La loro vocazione è la ricreazione, nelle sue accezioni di caccia, agonismo, gioco e soprattutto accoppiamento. Il Leone calato nell’epoca del turbocapitalismo fa esperienza della vocazione al non-lavoro coltivando una ricca sfera ludica. La presenza di bambini è opzionale: il Leone capace di grazia a dispetto della sua natura ferina può dimostrare che il rifiuto del lavoro ha qualità regali.

Vergine 

Il sesto segno dello zodiaco è quello più vulnerabile rispetto all’ipotesi del non lavoro. La Vergine rappresenta lo spirito zelante del fare e, quando deprivata del lavoro, può arrivare a deprimersi fino alle estreme conseguenze. Il lavoro rappresenta per il sesto segno la forma principale di controllo sulla realtà. È quindi possibile che per una Vergine il non lavoro rappresenti qualcosa di molto simile alla dannazione. Confrontarsi con il caos però è uno strumento prezioso per la Vergine che voglia dare un senso e una direzione al suo lavoro.

Bilancia 

La Bilancia lavora anche quando non lavora e, spesso, mentre lavora non sta veramente lavorando. Questo complesso sistema di equivoci è stabile e controllato da regole rigide e dichiarate. La teoria del rifiuto del lavoro può rientrare nel suo elenco di argomenti di conversazione ma soltanto dopo il gossip di settore, un dibattito sulla gonna da uomo secondo Yohji Yamamoto e uno scambio di vedute su come fare la passata di pomodoro in metà tempo. A volte la Bilancia smette di lavorare e di non-lavorare ed è perfettamente in equilibrio.

Scorpione 

Lavoro e non lavoro per uno Scorpione sono come un tessuto-non-tessuto. Depositario del pensiero plutonico, allo Scorpione che muove le giuste leve è possibile lavorare poco e trascorrere il tempo a ordire trame di varia natura, che è il suo lavoro-non-lavoro preferito. Rigoroso nel condurre un’esistenza riservata, spesso l’ordito dello Scorpione è scuro e poco riconoscibile. Diventa dorato e mirabile quando decide di tracciare la sua personale linea di separazione tra lavoro e non lavoro.

Sagittario 

La prima volta che ho chiesto al Sagittario cosa pensava del non-lavoro è corso via. Come nel caso del cugino Ariete, tra lavoro e non lavoro non c’è molta differenza finché il centauro può galoppare. Spesso il non lavoro porta il Sagittario sul piano delle parole: è lì che anziché in giro lo si ritrova indolente nel recinto. È una situazione in cui ha il tempo di farsi fare delle domande. Sul rifiuto del lavoro risponde in maniera enigmatica: «non ho mai lavorato».

Capricorno 

È probabilmente l’unico segno dello zodiaco che quando non sta lavorando descrive mentalmente il tempo libero con le parole «non-lavoro». È cioè il segno che più di ogni altro ha presente il concetto di non lavoro. Calvinista a sua insaputa, il Capricorno è interessato al tempo. Il tempo è la sua unità di misura preferita nell’attribuzione del valore, attività che lo tiene costantemente impegnato. Talvolta soggetto a veri e propri cortocircuiti nel processo di attribuzione del valore, il Capricorno può fare scelte radicali di non-lavoro e non-attribuzione. Da queste decisioni sofferte solitamente nasce il Capricorno che crea valore.

Aquario 

Se ci sia più libertà nel lavorare o nel non lavorare è questione sempre aperta per l’Aquario. Nella realtà di ogni giorno l’Aquario lavoratore di solito è impiegato come portatore d’acqua anche se nei vasi trasporta preziosi unguenti. Ben presto escogita apparenti sabotaggi e piccoli scherzi come dispositivi di oliatura della macchina. Quando l’arte di oliare diventa manifesta l’Aquario può smettere di lavorare per diventare dispensatoredi liquidi indispensabili a tempo pieno.

Pesci 

Qualsiasi cosa sia il lavoro, la vita non è lavoro; il non lavoro è la condizione primigenia di ogni Pesci e il punto di arrivo di ogni suo percorso. Un banco di prova e uno spazio di movimento indispensabile ma raramente un habitat naturale dei Pesci: fin da bambino gli è chiaro che i lavori che si fanno sott’acqua sono pochi. Per risolvere la contraddizione il Pesci può scegliere di fare il pescatore e diventare padrone della sua metafora. È però importante che si conceda la possibilità del rifiuto del lavoro: ci sono casi conclamati di Pesci workaholic che diventano pescatori vegani.

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