Adesso ci aspetta il mare aperto

Per i 50 anni di «Operai e capitale»

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Maurizio Benveduti, Octobriana, N.d.R. 18. 04. 1976.

«Operai e capitale» di Mario Tronti ha compiuto 5o anni. Pubblicato per la prima volta nel 1966 è stato un testo seminale per la tradizione eretica del marxismo italiano e internazionale. Lo festeggiamo l’ultimo giorno del 2016, poche ore prima dell’inizio di un altro anno particolarmente interssante quanto a ricorrenze storiche… Lo  facciamo con un saggio inedito di Pier Vittorio Aureli, e una serie di materiali d’archivio: una lettera di Tronti a Giulio Einaudi del 1966, due «autorevoli» stroncature dell’epoca, e i due interventi di Tronti e Negri letti durante un convegno parigino del giugno scorso.

Da «Operai e capitale»  a «Dello spirito libero» (Il Saggiatore, 2015), fino all’«Abecedario» (DeriveApprodi, 2016), la critica dei rapporti di produzione è diventata critica di un’intera civiltà. E se oggi una certa distanza ci separa dalla melancholia düreriana del fondatore di Classe operaia, continuiamo invece a condividere in pieno quanto Tronti scriveva a Giulio Einaudi nel 1966: «Adesso – più che mai – ci aspetta il mare aperto». Perché oggi, più che mai, il nostro angelo della storia guarda ostinatamente in avanti. Auguri, allora, a tutti noi!

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